Elenco dei prodotti per produttore Coletti Conti

Gli attuali proprietari discendono dalla famiglia Conti,
antico casato che diede ben quattro Pontefici alla storia della Chiesa:

Innocenzo III (1198-1216), cui si deve l'elaborazione e l’attuazione più completa della dottrina teocratica; precettore di Federico II di Svevia, ne favorì l’incoronazione ad imperatore; approvò la prima Regola dell’Ordine francescano;

Gregorio IX(1227-1241), che, promotore di una crociata, nel 1227, nella Cattedrale di Anagni, scomunicò l’imperatore Federico II per averla abbandonata;

Alessandro IV (1254-1261), che nel 1255 canonizzò ad Anagni Santa Chiara d’Assisi;

Innocenzo XIII (1721-1724), grande mecenate cui si deve l’attuale veste
della sala Paolina in Castel S.Angelo, nonché la scalinata di Trinità dei Monti a Roma;

se a costoro si aggiunge Bonifacio VIII (1298-1303), istitutore del primo Giubileo nel 1300, appartenente alla famiglia Caetani, ma figlio di Emilia Conti, sale a cinque il numero dei Pontefici legati da parentela alla famiglia Conti.

Altro illustre antenato degli attuali proprietari fu Filippo Coletti (1813-1894), forse il più grande e celebrato baritono del XIX secolo, acclamato in tutti i più prestigiosi teatri lirici d’Europa.

Gli attuali proprietari discendono dalla famiglia Conti,
antico casato che diede ben quattro Pontefici alla storia della Chiesa:


Innocenzo III (1198-1216), cui si deve l'elaborazione e l’attuazione più completa della dottrina teocratica; precettore di Federico II di Svevia, ne favorì l’incoronazione ad imperatore; approvò la prima Regola dell’Ordine francescano;


Gregorio IX(1227-1241), che, promotore di una crociata, nel 1227, nella Cattedrale di Anagni, scomunicò l’imperatore Federico II per averla abbandonata;


Alessandro IV (1254-1261), che nel 1255 canonizzò ad Anagni Santa Chiara d’Assisi;


Innocenzo XIII (1721-1724), grande mecenate cui si deve l’attuale veste
della sala Paolina in Castel S.Angelo, nonché la scalinata di Trinità dei Monti a Roma;


se a costoro si aggiunge Bonifacio VIII (1298-1303), istitutore del primo Giubileo nel 1300, appartenente alla famiglia Caetani, ma figlio di Emilia Conti, sale a cinque il numero dei Pontefici legati da parentela alla famiglia Conti.


Altro illustre antenato degli attuali proprietari fu Filippo Coletti (1813-1894), forse il più grande e celebrato baritono del XIX secolo, acclamato in tutti i più prestigiosi teatri lirici d’Europa.



L’azienda è proprietà della famiglia da tempo immemorabile. “La Caetanella” è il cuore dell’attività aziendale. Il nome del podere è dovuto ad una precisa circostanza storica: esso, infatti, già proprietà della famiglia Conti, fu acquistato dalla famiglia Caetani durante il pontificato di Bonifacio VIII, come attestano i documenti tuttora conservati presso l’Archivio della Fondazione Caetani in Roma. La natura vulcanica del terreno, la sua dolce giacitura collinare, la splendida esposizione e la sua ricchezza di preziosi elementi minerali ne fanno l’habitat ideale per la vite. È qui, infatti, che vengono coltivati i nostri vigneti.



I vigneti



Il grande vino si fa nel vigneto”. La frase esprime una verità tanto semplice quanto fondamentale: solo perfettamente sane, mature ed equilibrate in tutte le loro componenti (zuccheri, acidi, polifenoli, sostanze aromatiche) potranno dar vita a vini caratterizzati da armonia e concentrazione, eleganza e tipicità. Il vigneto, pertanto, gioca un ruolo fondamentale ed insostituibile nel percorso che conduce alla realizzazione di un grande vino. Tale ruolo si svolge, in larga misura, nel momento in cui il viticoltore, procedendo all’impianto di un nuovo vigneto, deve operare delle scelte che ne condizioneranno i risultati futuri. Nell’esecuzione dei nuovi impianti aziendali sono stati seguiti criteri che, nella sostanza, si concretano nel ritorno a tecniche antiche: portinnesti di vigore debole o medio, elevata fittezza di impianto, inerbimento permanente dell’interfilare; il tutto nell’intento di favorire la competizione radicale tra le viti e con il prato, predisponendo, così, condizioni favorevoli al contenimento del vigore vegetativo. Le scelte operate conducono alla limitazione del periodo di accrescimento dei germogli ed al conseguente allungamento del periodo di accumulo di zuccheri e composti nobili nelle bacche. Nei vigneti aziendali il vitigno prevalente è il Cesanese di Affile, vero gioiello viticolo ed enologico della nostra terra nonché principale vitigno autoctono a bacca rossa del Lazio; sono coltivate anche varietà a bacca rossa di diffusione internazionale
e di tradizionale coltivazione sulle nostre colline, quali il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc, il Petit Verdot, il Merlot ed il Syrah. Per quanto riguarda i bianchi,
accanto alle varietà tradizionali della zona, quali la Passerina, la Malvasia del Lazio, il Bellone, il Trebbiano giallo, i nuovi impianti vedono l’impiego di cultivar di pregio quali il Fiano, il
Grechetto e, soprattutto, il Manzoni Bianco. Severe potature invernali ed attenti interventi in verde, sistemi di conduzione a basso impatto ambientale, grande attenzione alle nuove acquisizioni della ricerca scientifica, rispetto della tradizione: queste le ferree regole seguite per la produzione delle nostre uve. 

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